EDIZIONE 2017

Festival dell'economia SCC

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Il limite della ricchezza:

riflessioni sulla distribuzione del reddito

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Sergio Rossi

Università di Friburgo

Introduzione

Sergio Rossi è professore ordinario all'Università di Friburgo e Senior Research Associate all'International Economic Policy Institute presso la Laurentian University (Canada) e al Centre d'études monétaires et financières dell'Università di Digione. È autore o curatore di una ventina di libri e ha pubblicato più di sessanta saggi su riviste scientifiche di rango internazionale nel campo dell'analisi economica. È membro del Consiglio scientifico della rivista Economi-cs and Finance Research, dell'International Journal of Monetary Economics and Finance, del Journal of Economics and International Finance e della Review of Keynesian Economics. Ha svolto diverse attività di consulenza per delle commissioni parlamentari cantonali e federali in Svizzera, per la Banca centrale del Lussemburgo e per il Ministero delle finanze olandese.

La questione della distribuzione del reddito e della ricchezza è trasversale a tutta la storia dell'analisi economica. Secondo il pensiero dominante, di matrice neoclassica, la distribuzione del reddito dipende dalle "leggi" di mercato, ossia dal rapporto tra domanda e offerta, per esempio nel mercato del lavoro. Secondo altre scuole di pensiero, invece, la chiave di questa distribuzione si trova nei rapporti di forza tra le diverse categorie di soggetti economici, che sono in conflitto tra loro per accaparrarsi il reddito prodotto nell'insieme del sistema economico. La distribuzione del reddito è la questione più importante dell'analisi economica in quanto ha delle profonde implicazioni per l'organizzazione socio-economica della società nel suo insieme, come pure per la stabilità finanziaria e traiettoria di sviluppo economico di questa società. Le scelte politiche a questo riguardo devono perciò essere fatte considerando come si opera la distribuzione del reddito nel sistema economico, intervenendo laddove i costi e i benefici sono distribuiti in maniera insostenibile nel tempo e nello spazio per garantire la coesione sociale necessaria a soddisfare l'insieme dei portatori d'interesse nella società. La politica fiscale è lo strumento appropriato per raggiungere questo scopo di ordine macroeconomico. Le riflessioni presentate durante il festival di quest'anno offrono un quadro d'insieme e diversi punti di vista su queste tematiche importanti per ogni categoria di soggetti economici.

Elena Granaglia, BA in Government e MPA presso l'Università di Harvard, è professore ordinario di scienza delle finanze al Dipartimento di giurisprudenza dell'Università degli Studi Roma Tre. I suoi principali interessi di ricerca concernono il rapporto fra la giustizia distributiva, l'efficienza economica e le politiche sociali. Gli ultimi suoi lavori includono Dobbiamo preoccuparci dei ricchi? (Il Mulino, 2014, con M. Franzini e M. Raitano), tradotto da Springer con il titolo Extreme Inequalities in Contemporary Capitalism, e II reddito di base (Ediesse, 2016, con M. Bolzoni). Ha svolto diversi incarichi di consulenza per il Governo italiano in materia di politiche sociali.

Elena Granaglia

Università degli Studi Roma Tre

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Le disuguaglianze nei mercati: una questione di merito?

È una convinzione diffusa nell'opinione pubblica che le disuguaglianze nei redditi da lavoro che si osservano nel mercato sarebbero da giustificarsi in quanto compenso per il merito. La tesi presentata in questa relazione è che il merito sia un criterio di giustizia distributiva assai più problematico di quanto comunemente ritenuto. In ogni caso, gran parte delle odierne disuguaglianze nei redditi da lavoro non può giustificarsi sulla base del merito. La presentazione è divisa in tre sezioni. Nella prima s'illustrano brevemente i principali elementi della posizione meritocratica e le ragioni secondo cui i mercati garantirebbero una distribuzione meritocratica delle retribuzioni. Nella seconda, si rilevano alcuni limiti sia del criterio meritocratico in sé, sia della giustificazione meritocratica delle distribuzioni di mercato. Nella terza, che costituisce la parte centrale della presentazione, si mostra, sulla base dei dati, come le disuguaglianze odierne nei redditi da lavoro siano comunque ben lungi dall'avvicinarsi a una qualsiasi giustificazione meritocratica. Al contrario, origine sociale ed esercizio di potere, di mercato e politico, hanno permesso e continuano a permettere a pochi di appropriarsi di rendite elevate nella sottovalutazione dei meriti di molti. 

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Riccardo Realfonzo

Università del Sannio

Distribuzione del reddito, competitività e domanda aggregata in Europa

Secondo un'accreditata teoria economica, la distribuzione funzionale del reddito tende a essere stabile nel corso del tempo. A dispetto di ciò, sin dagli anni '70 abbiamo conosciuto in Europa, ma anche negli Stati Uniti, un rilevante processo di redistribuzione del reddito caratterizzato dalla contrazione della quota dei salari nel prodotto interno lordo. Si tratta di un percorso che è proseguito anche negli anni successivi all'adozione dell'euro. Quali sono le cause di questa redistribuzione del reddito? E quali sono gli effetti sulla competitività delle imprese, sulla domanda di beni di consumo, sulle esportazioni e complessivamente sui tassi di crescita economica? 

Riccardo Realfonzo è professore ordinario di economia politica nell'Università del Sannio, dove ha diretto il Dipartimento di analisi dei sistemi economici e sociali, ed è direttore scientifico e didattico della Scuola di governo del territorio nella stessa università. Ha fondato la rivista economiaepolitica.it, di cui è direttore. È autore di libri (tra cui Money and Banking, Elgar, 1998) e saggi pubblicati da riviste scientifiche italiane e straniere. Nel 2013 è stato promotore del documento "The Economists' Warning" pubblicato dal Financial Times. È stato due volte assessore tecnico al bilancio del Comune di Napoli.

Francesco Figari è professore associato di scienza delle finanze presso l'Università degli Studi dell'Insubria e Research Associate all'Institute for Social and Economic Research presso l'Università di Essex (Regno Unito). Dopo la laurea presso l'Università di Genova ha ottenuto un Master in Public Economi-cs all'Università di York (Regno Unito) e un PhD in Economics all'Università di Essex (Regno Unito). La sua attività di ricerca si concentra sull'analisi degli effetti comportamentali e redistributivi delle politiche pubbliche in un'ottica comparata. È Associate Editor dell'Intemational Journal of Microsimulation e membro del comitato editoriale di Politica economica - Journal of Economic Policy. Svolge attività di consulenza per la Commissione europea, l'Organizza-zione per la cooperazione e lo sviluppo economico, I' Organizzazione delle nazioni unite, Statistica Norway e World Bank lnstitute.

Francesco Figari

Università dell'Insubria

Reddito, ricchezza e capacità redistributiva dell'intervento pubblico

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Nella determinazione del benessere individuale è sempre più frequentemente riconosciuto il carattere multidimensionale dello stesso. A fronte di crescenti livelli di diseguaglianza è quindi importante chiedersi quale sia la capacità redistributiva dell'intervento pubblico considerando la distribuzione congiunta di reddito e ricchezza. Utilizzando i dati dell'Eurosystem Household Finance and Consumption Survey e il modello di microsimulazione fiscale EUROMOD, si fornisce una valutazione degli effetti redistributivi dell'intervento pubblico in sei paesi dell'Unione europea. La tradizionale prospettiva d'analisi è ampliata considerando l'impatto della ricchezza sul benessere individuale e includendo gli effetti della tassazione ricorrente della ricchezza (immobiliare e finanziaria) e delle imposte su successioni e donazioni.

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Chiara Saraceno

Università di Torino

Le conseguenze sociali della disuguaglianza

La disuguaglianza impedisce che ciascuno possa sviluppare appieno le proprie capacità. È una questione di reddito, ma non solo. Riguarda l'insieme delle opportunità - di sviluppo del capitale umano, di riconoscimento, persino di salute e sopravvivenza - che vengono offerte lungo tutto il corso della vita e spesso anche nel corso delle generazioni, mediata come è dalla appartenenza famigliare. Per questo non ci si può limitare a garantire pari opportunità di partenza, come pure è importante, ma occorre garantirle nel corso della vita e correggere gli effetti della disuguaglianza sulle giovani generazioni. 

Chiara Saraceno è stata professore di sociologia presso l'Università di Torino e professore di ricerca all'Istituto di ricerca sociale (WZB) di Berlino. Attualmente è honorary fellow al Collegio Carlo Alberto di Torino. Ha fatto parte della Commissione nazionale sulla povertà italiana, di cui per un periodo è stata anche presidente. I suoi studi, spesso comparativi, riguardano la famiglia, i rapporti di genere, il welfare state e la povertà. Tra i suoi volumi più recenti, L' equivoco della famiglia (2017), Mamme e papà. Gli esami non finiscono mai (2016), Coppie e famiglie, Non è questione di natura (2nda ed. 2016), Il lavoro non basta. La povertà in Europa negli anni della crisi (2015), Il welfare (2013).